VINO, ANFORE E ARCHEOLOGIA. QUEL SOTTILE FILO CHE LEGA ANTICHI SITI A MODERNE AZIENDE VITIVINICOLE NEL MONDO

12/03/2021     / / / / / / / / / / / / / / / / /

Nel legame ancestrale tra vino, anfore e archeologia (per approfondimenti leggi il convegno “Vino in anfora fra ricerca archeologica e produzione” organizzato con l’Accademia dei Georgofili a Firenze e gli Atti del Convegno delle passate edizioni de “La Terracotta e il Vino“) colpisce il sottile filo che lega siti antichi dove si produceva e si conservava anche il vino, a produttori che oggi hanno scelto sedi di attività che a quei siti sono risultate casualmente vicine. I luoghi depositari della storia dell’enologia e della viticultura spesso coincidono straordinariamente con le località dove moderne aziende agricole, “pioniere” del vino in anfora, hanno ridato vita a antichi vitigni e ad antiche pratiche di viticultura.

Toscana, Isola d’Elba, Villa San Giovanni a Portoferraio

In Toscana, all’Isola d’Elba, sulla costa della rada di Portoferraio, a San Giovanni, scavi fatti dall’Università di Siena col supporto della Fondazione Isola D’Elba, hanno riportato alla luce una villa romana di 2000 anni fa, compresi i contenitori di vino dolia, grandi vasi interrati che potevano contenere ciascuno più di mille litri. Si tratta di quegli stessi contenitori di grandi dimensioni che Artenova realizza nella fornace di Impruneta, sul modello degli arcaici dolium. Sull’isola esiste un “erede” di quei viticoltori romani, Antonio Arrighi. Nell’omonima Azienda Agricola che porta il suo nome, Agricola Arrighi, collocata a pochi chilometri di distanza da quei siti archeologici, Arrighi intorno al 2010 aveva già scelto di vinificare nelle giare realizzate da Artenova, utilizzando la terra di Impruneta.

Per una lettura mirata sugli scavi a Villa San Giovanni, leggi “Il vino dei Romani, tra paesaggio, tecnologie  e gusto” di Franco Cambi ( pag. 39, Atti del Convegno 2018).

In anfora, da uve Viognier, Arrighi produce il bianco Hermia I.G.T (sotto in foto, dal nome del cantiniere di 2100 anni fa, come rilevano gli scavi della Villa San Giovanni a Portoferraio); il rosso Tresse I.G.T., ottenuto da uve Syrah, Sagrantino e Sangiovese; il bianco Valerius (i Valerii erano i proprietari della suddetta villa romana), fatto con uve autoctone Ansonica.  “(…) Ottenuta con la lunga macerazione degli acini in anfore prodotte dalla fornace Artenova di Impruneta (Fi)….. – dice Arrighi – un vino costruito come avveniva secoli e secoli addietro (…) Del resto, fin dai tempi della Magna Grecia, l’uomo ha utilizzato la terracotta per la conservazione e il trasporto del vino (…)

Hermia, vino in anfora Azienda Arrighi, Isola D’Elba

Armenia, regione di Voyots Dzor, Areni 1 Cave

Areni 1 Cave, la più antica cantina del mondo, Armenia

Dall’talia all’Armenia. Qui è dove è stata riportata alla luce la cantina più vecchia del mondo, “Areni 1 Cave”, risalente a ben 6000 anni fa. Areni 1 si trova nella regione di Voyots Dzor,la zona viticola più importante in Armenia, proprio difronte alla cantina e al vigneto di “Zorah Wines“, azienda vinicola armena tra gli ospiti più fedeli e prestigiosi della biennale dedicata al vino in anfora “La Terracotta e il Vino”,  presente a Impruneta, in Toscana, fin dalla sua prima edizione del 2014. Una vicinanza puramente casuale, in quanto la scoperta del sito archeologico è avvenuta nel 2007, quando già da anni Zorah Wines aveva iniziato a impiantare proprio su quel territorio vigneti di uve autoctone armene e a reintrodurre l’uso delle anfore millenarie, qui chiamate Karasi. Da questa scelta imprenditoriale sono nati vini come Zorah-Kerasi (in foto), Zorah-Yeraz, due rossi che hanno origine dall’antico vitigno ultracentenario, Areni Noir, autoctono della regione Vayots Dzor.

Zorah-Kerasi (in foto) e Zorah-Yeraz sono due vini rossi che hanno origine dall’antico vitigno ultracentenario, Areni Noir, autoctono della regione Vayots Dzor.

Georgia, Kakheti, Tempio del fuoco di Nekres

Tempio del fuoco di Nekresi, Kakheti, Georgia, in prossimità dei vigneti dell’azienda Eclipse

In Georgia la tradizione di fare il vino in anfore interrate (qvevri) è originaria e tipica in ogni regione. Kakheti è considerata la regione leader per il vino qvevri, ed anche la più grande e importante della viticoltura georgiana. Il tempio del fuoco di Nekresi si trova a Kakheti, comune di Kvareli, vicino al monastero di Nekresi. È anche conosciuto come la “grande piazza”. Racconta uno dei titolari dell’azienda vitivinicola che si trova nelle bellissime terre di Appellation DOC, nel cuore di Kakheti appunto, Eclipse LLD, divenuta cliente di Artenova nel 2020. “Dopo aver acquistato il terreno, abbiamo scoperto che uno dei nostri appezzamenti era adiacente alle fondamenta del tempio precedentemente menzionato“. Questo luogo sacro fu costruito nel 40 d.C. ed era dedicato all’eclissi solare avvenuta nel 19 d.C. Il Monastero di Nekresi, uno dei complessi più famosi e suggestivi della Georgia, è situato proprio in prossimità del Tempio.”I nostri vigneti sono piantati a 25 metri di distanza dai resti del Tempio del Fuoco, dove otteniamo vino di ottima qualità. Noi di Eclipse crediamo che sia un po’ fortuna, un po’ coincidenza e un po’ il destino di aver scelto il nome dell’azienda prima di conoscere tutti gli eventi che si sono verificati nella nostra zona. Siamo orgogliosi di continuare l’eredità del di diffondere la storia nel mondo attraverso il nostro vino”.

Per l’intervista completa al titolare di Eclipse CLICCA QUI

 

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