Il vino nelle anfore di Artenova a Doglio e Monterubaglio (Umbria)

26/02/2021     / / / / / / /

Tra le più recenti collaborazioni dell’azienda imprunetina Artenova troviamo nuove realtà del mondo vitivinicolo italiano che hanno privilegiato l’anfora d’argilla per i loro vini, consolidando il trend positivo della vinificazione in contenitori di terracotta

Vigne in località Doglio, nel Comune di Monte Castello di Vibio Todi

Qua siamo a Doglio in provincia di Todi, Umbria, in un territorio da sempre adatto alla coltivazione della vite, dove l’enologo Iacopo Paolucci ha individuato il luogo per la creazione della propria azienda. Il suo progetto punta alla valorizzazione di vitigni autoctoni come il Grechetto di Todi, il Trebbiano Spoletino e il Grero di Todi, un vitigno a bacca rossa coltivato nell’antichità e recentemente riscoperto.

Le giare di Artenova nella cantina di Iacopo Paolucci a Monte Castello di Vibio, Todi, Umbria

L’azienda di Paolucci è recente: i primi vigneti sono stati piantati nel 2012. La piccola e funzionale cantina è stata costruita nel 2016, anno della prima vinificazione. Tutte le vigne si trovano a un’altitudine superiore ai 500 metri, su terreni ferruginosi e tufacei e sono lavorate senza l’utilizzo di trattamenti sistemici, concimi chimici e diserbanti.

Sempre in Umbria in provincia di Terni, precisamente a Monterubaglio, altezza 350 m.s.l.m., frazione nel comune di Castel Viscardo, troviamo ad accoglierci, nella piazzetta antistante la cantina di “Terrazzedispazzavento”, l’anfora di Artenova di Impruneta.

Piazzetta a Monterubiaglio, frazione di Castel Viscardo,Terni

Nella cantina di “Terrazzedispazzavento”, scavata nella roccia, le uve vengono trasformate in vino e il vino affina anche in giare di terracotta. Vini bianchi e rossi ottenuti dalle uve dei terrazzamenti della collina di Spazzavento da una viticoltura, anche qui, sostenibile e rispettosa dell’ambiente. Il proprietario Alessandro scrive: “A Monterubiaglio c’è una piazza con il suo Castello, a fianco una piazzetta con la sua Chiesa, da qui parte il vicolo che porta dritto alla cantina della mia famiglia, una micro-realtà dove da sempre si produce vino. Inizieremo il nostro percorso proprio da qui, dal vicolo dove d’estate corrono e schiamazzano i bambini e dove d’autunno il profumo del mosto in fermentazione è avvolgente. Entreremo e visiteremo il piccolo laboratorio artigianale dove le uve vengono trasformate in vino, scenderemo poi nella sottostante grotta: qui, dove il vino invecchia, alcuni bassorilievi scolpiti nel “matile” dal babbo Franco raccontano scene di vita contadina, un legame forte e inscindibile tra arte, terra e tradizione“. Un’esperienza quindi, non solo per gourmet e intenditori di vini, ma anche artistica dove la nostra anfora sta a lì a ricordarci il meraviglioso connubio tra vino, arte e artigianato.

Entrata della suggestiva cantina di “Terrazze di Spazzavento”

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