Alla fornace Artenova di Impruneta si festeggiano i 10 anni di collaborazione con Agricola Arrighi (Isola d’Elba)

16/11/2021     / / / / / / / / /

Insieme nella fornace di Artenova: Leonardo Parisi (a sinistra) con Andrea Parisi e Antonio Arrighi

Il prossimo 23 novembre l’Azienda Agricola Arrighi di Porto Azzurro, Isola d’ Elba e Artenova Terrecotte di Andrea e Leonardo Parisi celebrano 10 anni di collaborazione. Per la ricorrenza verrà organizzata una degustazione tecnica esclusiva per esperti proprio all’interno della fornace dove si costruiscono le anfore di terracotta. Nel 1990 il proprietario dell’Azienda Agricola Antonio, Arrighi, si appassiona al vino e negli anni da due ettari di vigna arriverà all’attuale produzione di 8 ettari. Nel 2010 inizia la sperimentazione con la prima anfora in terracotta di Impruneta. “Cercavamo un contenitore che avesse le stesse caratteristiche di micro-ossigenazione del legno, ma che, a differenza del legno, non cedesse sostanze al vino”, ha detto Antonio. “Così siamo arrivati alle anfore, recuperando una antica tradizione presente anche nella storia dell’Isola d’Elba”.

Nella lista dei vini in degustazione, selezionati in occasione della ricorrenza dei 10 anni di cooperazione tra la tenuta di Arrighi e la fornace di Parisi, c’è la possibilità di degustare in anteprima l’annata 2019 di Nesos e alcuni vini in anfora da Francia e Portogallo. In degustazione anche Alberata 2019, Asprinio di Aversa DOC della Tenuta Fontana (sarà presentato dall’enologo e consulente tecnico di Artenova, Francesco Bartoletti).

Questa la lista:
Nesos 2019 – Vino marino – Azienda Arrighi
Valerius 2020 -Toscana Bianco IGT – Azienda Arrighi
Tresse 2018 – Toscana Rosso IGT – Azienda Arrighi
Alberata 2019 – Asprinio di Aversa DOC – Tenuta Fontana
Cuvèe Jarre Malbec – Chateaux de Piote – Francia (in foto a destra)
Amphora 2020 – Alentejo DOC – Herdade Do Rocim-Portogallo (in foto a sinistra)

                                                                     

Tra i primi vini affinati da Arrighi nelle giare imprunetine, c’è Tresse un “cru” composto da Sangiovese, Syrah e Sagrantino; evolve in anfora per 18 mesi e continua l’affinamento in bottiglia per 6 mesi. Così ne parla l’enologa dell’azienda elbana: “Potenza e lunga persistenza. Al naso impressiona per il frutto, varietale, integro, senza sovrapposizioni di spezie, dovute alla tostatura del rovere, se fosse affinato in barrique”.

Oltre al Tresse (in foto a sinistra), seguirà la degustazione di Valerius 2020 un bianco ansonica 100% sempre vinificato in anfora  che con il suo nome, Valerius appunto, omaggia un antico proprietario della Villa Delle Grotte, antica domus romana rinvenuta a San Giovanni, nella zona di Portoferraio, a pochi chilometri di distanza dalla tenuta Arrighi.

In degustazione tra i vini più attesi, Nesos, il vino marino nato da una sperimentazione enologica unica al mondo. I grappoli del vitigno Ansonica 100%, un’uva bianca tipica dell’Elba, vengono chiusi integri in ceste di vimini, immerse per qualche giorno in mare allo scopo di togliere la pruina dalla buccia e accelerare così l’appassimento al sole, preservando cosi l’aroma del vitigno. Vengono poi fatti fermentare e lasciati a riposo in anfora, con le bucce, per 6 mesi. E’ un vino speciale fatto con la passione e l’entusiasmo di una sperimentazione che ha prodotto un risultato esaltante, un vino aromatico e naturale, molto simile a quello prodotto 2500 anni fa sull’Isola di Chio, in Grecia, con una tecnica affine a quella che si è voluta collaudare all’Elba dove condizioni climatiche e territoriali simili hanno permesso questo grande risultato. A Nesos è stato riservato addirittura un cortometraggio esplicativo.,Vinum Insulae di Stefano Muti.

La scheda tecnica di Nesos:
Vitigno:
Ansonica 100%
Vendemmia:
Manuale in piccole cassette, poi in piccole nasse di vimini, immersione in mare e successivo appassimento sui graticci
Densità d’impianto:
5.000 ceppi per ettaro su terrazzamenti
Bottiglie 200
Uve immerse nel mare per 5 giorni, quindi appassite al sole, fermentate e lasciate a riposo in anfora, con le bucce, per 6 mesi.
Veste dorato splendente. L’olfatto è pervaso da profumi inebrianti di miele al rosmarino e fiori d’acacia, in contesto salmastro. Poi zenzero candito, cedro, melissa, caramelle d’orzo, resina e ceralacca. Al sorso morbidezza e sapidità si compenetrano, ma nella progressione è la freschezza a marcare la persistenza gustativa. Succoso e saporito, lascia un richiamo di erbe aromatiche che si fondono con tracce di ostrica.

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