Il lungo ponte Italia-Giappone sulle giare da vino. A realizzarlo è Artenova

29/06/2015     / / / / / / / / / / / / / / / / / / / /

Entusiasti e mossi dal desiderio di sapere tutto sul vino che esce dall’anfora, dopo mesi di vinificazione e affinamento in quelle straordinarie forme che prende la terracotta d’Impruneta quando diventa giara, giara a forma di uovo, o dolium romano.

giappone 3Gli studenti giapponesi, originari delle città di Hyogo e Mie in Giappone e iscritti al corso per Sommeliers della prestigiosa Accademia dei Vini di Montecatini, nei giorni scorsi sono stati in visita alla fornace Artenova per vedere come vengono realizzate le giare di terracotta. Perché, anche in Giappone ne sono a conoscenza, le anfore per il vino sono sempre più utilizzate per l’affinamento. E sempre di più da parte di produttori che praticano i metodi dell’agricoltura biodinamica o biologica o che comunque prestano particolare attenzione al bere sano.

giapponegiappone 6Gli studenti accompagnati dalla responsabile dell’accademia, Emy Kameyama, nonché degustatore ufficiale Ais (Associazione Italiana Sommelier), hanno osservato le giare nelle diverse forme, scoprendo come la giara ovoidale faciliti un naturale movimento del vino al suo interno e come la tecnica cosiddetta “a colombino“, sia ancora una delle più antiche tecniche utilizzate dagli artigiani di Artenova nella lavorazione di giare da vino.

leonardo e francesco Le spiegazioni sono state fornite, di volta in volta, sia dal responsabile tecnico di Artenova, l’enologo Francesco Bartoletti, che dal titolare della fornace, Leonardo Parisi.

Parisi ha accompagnato il gruppo all’interno della stanza per l’essicazione, il “seccatoio”, spiegando i tempi e le fasi che regolano questa delicata fase dell’anfora, dopo la sua realizzazione e prima della messa a cottura all’interno del forno.

flawforms con francescoAll’esterno le flowforms in terracotta sono state le protagoniste, catturando l’attenzione degli studenti per l’originalità e la bellezza delle forme. Bartoletti ha spiegato loro come dal movimento delle “forme di flusso“, nasca una nuova vitalità per il vino con l’attivazione di un processo di ossigenazione dell’acqua per cui, al loro interno, il liquido non solo non stagna ma si rivitalizza.

WP_20150626_029La degustazione di due vini affinati in anfora, ha chiuso la visita. Negli uffici sopra la fornace di Artenova, gli studenti sotto la guida di Francesco Bartoletti, hanno degustato un Trebbiano bianco 2013 (“colore giallo, dorato, molto bello”) e un Montepulciano d’Abruzzo rosso dell’Agricola Cirelli, vini entrambi fermentati e affinati nelle anfore di Artenova. “Il Montepulciano – ha spiegato Bartoletti –  è un vino che sta bene nella terracotta perché ha bisogno di aria e nella terracotta, naturalmente senza rivestimento, si ossigena. Inoltre la terracotta non dà cessione di elementi, quindi il vino rimane con le sue caratteristiche”.

giapponese annusaAssaggi di vini sono stati fatti nei bicchieri di vetro ma anche in bicchieri di terracotta. “La forma del montepulciano fancesco cirellibicchiere – ha aggiunto Bartoletti – cambia moltissimo la degustazione. Nel profumo non nel sapore”.

La visita è stata l’occasione per il rituale, apprezzato in Giappone nelle visite di cortesia, dello scambio dei regali. Molto gradita da Leonardo Parisi la stoffa con iconografica giapponese. Accolte con un sorriso e tanti ringraziamenti le bottiglie di “Birra del Borgo” che hanno regalato al gruppo l’ultima gemma di conoscenza:  anche la birra può essere lavorata nelle giare di terracotta.Gruppo giappponesi in visita alla fornace Artenova

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