Vino naturale, biologico, biodinamico: quali differenze? Ne parliamo con l’esperto di agricoltura biodinamica

09/02/2015     / / / / / / /

Vino biologico o biodinamico o naturale. In maniera interscambiabile le tre definizioni vengono oramai usate indistintamente con fin troppa disinvoltura. Con il risultato di creare una gran Adrianozago-verticaleconfusione nella testa non, certo, di chi di vino se ne intende ma quantomeno di chi il vino lo beve da consumatore.

Tra i vignaioli clienti di Artenova, chi produce vino biologico e biodinamico ha scelto non certo casualmente la terracotta di Impruneta per far nascere e crescere il proprio vino in maniera naturale. Naturale, appunto, come lo è il materiale di cui è fatta l’anfora che contiene il vino.

Parlando di vino biodinamico con Adriano Zago, agronomo ed enologo esperto di agricoltura biodinamica, abbiamo tentato di fare chiarezza su queste definizioni:

– il vino naturale: la definizione si riferisce a un vino che non ha sostanze chimiche, prodotto in maniera rispettosa delle tecniche dell’agricoltura biologica ma che, allo stesso tempo, non obbedisce ad alcun protocollo o disciplinare. Per questo può dar adito a manipolazioni: se viene usato senza malizia, ricorda l’esperto di agricoltura biodinamica, potrebbe essere definito un vino senza veleni.

– il vino biologico: sia per la produzione dell’uva che del vino risponde a un disciplinare che vieta sostanze di sintesi e limita alcuni conservanti. Ma chi fa vino biologico da anni, sottolinea l’esperto, sa che rimane un disciplinare a “maglie larghe” che qualche volta non tutela molto.

– il vino biodinamico: la certificazione biodinamica impone, invece, restrizioni maggiori. Non ammette, per esempio, l’uso di alcuni preparati per aumentare la qualità alimentare del vino, la vitalità, cioè e l’energia che deriva da quell’alimento. E’ un vino generalmente senza solforosa, uno dei più comuni conservati utilizzati in enologia, che nei tre gradi del naturale, biologico e biodinamico, viene normato in maniera decrescente: nel biodinamico si può fare un vino senza o con un po’ di solforosa.

In etichetta l’assenza di solforosa la ritroviamo nella dicitura “senza solfiti aggiunti”. In Francia, spiega Zago, con la definizione di vino naturale, si intende un vino senza solforosa.

Quando si parla, invece, di certificatori, mentre nel biologico si fa riferimento a una quindicina di soggetti, nel biodinamico si parla solo di Demeter che garantisce in tutto il mondo la corretta applicazione dei principi biodinamici alle coltivazioni e alle produzioni alimentari. Nel vino attesta la qualità delle uve ma anche di tutti i processi di vinificazione e di cantina.

 

 

 

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