Viaggio in Alentejo alla scoperta del vino in talhas. Festeggiando San Martino

11/11/2019     / / / / / / / / / / / / /

Talha tipica alentejana in una cantina (adega) a Vila De Frades

Raccontiamo tre giorni di viaggio nella regione dell’Alentejo da parte di una viaggiatrice italiana, amica di Artenova, che ha visitato cantine e “tascas”, le  locali taverne. Il racconto di viaggio è l’occasione per conoscere da vicino il mondo delle talhas e la tradizione mai scomparsa in Alentejo del vino in anfora. Oggi, 11 novembre, è fra l’altro anche il giorno dedicato all’apertura delle talhas…

A cura di Patrizia Baroni:

Se come ci indicano i dati storici la terracotta era l’elemento che i romani usavano per conservare e contenere liquidi e alimenti, in Alentejo, Portogallo,  la tradizione del vino in anfora non si è mai persa da duemila anni.

Azulejos tipico portoghese: la raccolta dell’uva

Arte, paesaggi, musei, cantine, trattorie e bar testimoniano l’importanza della viticultura in Alentejo facendone una delle mete migliori al mondo per l’enoturismo.

 

L’itinerario comincia con la visita alla sala museo ”Strada del Vino”(foto a fianco) a Evora, capoluogo della regione centro-meridionale dell’Alentejo, per una prima degustazione e per conoscere i diversi tipi di terreno, i vitigni e le tecniche di vinificazione. E’ proprio in virtù della varietà dei terreni (granitici, calcarei, mediterranei o scistosi), delle innumerevoli ore di esposizione al sole e di una serie di vitigni selezionati che si ottiene una produzione diversificata e di qualità. Per quanto riguarda le caratteristiche, i vini bianchi sono aromatici, freschi e armoniosi, mentre i rossi, dal colore rubino o rosso granata, si rivelano più intensi, robusti e allo stesso tempo soavi e leggermente astringenti.

Una cantina tipica di solo talhas a Cuba (Alentejo). Si noti in primo piano il mosto in fermentazione.

Il viaggio continua con visite ed assaggi nelle numerose aziende lungo le pianure assolate della regione da Borba, Redondo, Reguengos fino a Vidigueira, Cuba  e Beja più a sud. Lo scopo era quello di girare il territorio alla ricerca di cantine dove ancora si produce in quelle grandi anfore chiamate talhas peculiarietà e simbolo del vino alentejano.

Ma il divertimento e anche lo stupore principale è stato nel cercare e trovare le locali taverne chiamate “tascas” (foto sotto) all’interno delle quali tuttora le uve vengono fatte vinificare in queste maestose anfore con una fermentazione spontanea e con un prodotto finale di alta qualità che viene direttamente conservato e stillato dalla talha stessa fino a termine di tutto il vino che spesso avviene prima dell’estate successiva.

Tasca del Sig. Gato ad Arcos, in queste tipiche taverne si serve ancora il vino fatto in anfora

La cultura, la storia e la vita sociale dell’Alentejo è legata alla vite dalla raccolta alla fermentazione ma il momento culminante è l’apertura delle talhas che avviene a San Martino l’11 novembre con feste paesane ed eventi . Il viaggio per essere perfetto dovrebbe finire proprio in questi giorni con la partecipazione  alle degustazioni organizzate da alcune aziende vinicole come quella di Herdade do Rocim (16 novembre, vedi programma sotto) dove espongono produttori di vino in anfora da tutto il mondo così come l’italiano Rocco di Carpeneto cliente di Artenova. Buon viaggio e buon assaggio!

Programma dell’azienda Herdade do Rocim, Vidigueira, Alentejo

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