La Tenuta Belvedere affina in giare cerate: “Ci consentono di controllare al meglio l’ossigenazione del vino”

22/06/2016     / / / / / / / / / / / / / /

IMG-20160606-WA0003 - Copia giusta ridottaLa storia del bianco Noesis affinato in anfora per 7-8 mesi prima di essere imbottigliato, raccontata da Caterina Brettoni Ferroni della Tenuta Belvedere a Rignano sull’Arno (Toscana): si può leggere sulla nostra Newsletter di giugno insieme al racconto della scoperta, da parte dei titolari dell’azienda rignanese, delle giare di terracotta da vino di Artenova che negli anni della svolta aziendale, ha trovato proprio nella Tenuta Belvedere uno dei primi produttori di vino interessati alla vinificazione in anfora.

Noesis“Abbiamo sempre creduto che fosse necessario un percorso alternativo per valorizzare i vitigni bianchi toscani che di per sé non presentano tratti aromatici particolarmente distintivi” spiega Caterina Ferroni. Al termine del percorso di affinamento in anfora, il vino bianco esprime un carattere e delle peculiarità particolarmente espressive e interessanti che, secondo la proprietaria della Tenuta Belvedere, lo rendono un bianco assolutamente interessante.

L’affinamento in giara alla Tenuta Belvedere avviene in terracotta rivestita di cera d’api. Anche il vino rosso Sangiovese, come il bianco Noesis, viene affinato in una giara di terracotta da 500 litri sempre con rivestimento di cera d’api. Le giare cerate, secondo Caterina Ferroni, soprattutto per il bianco, consentono di limitare e controllare al meglio l’ossigenazione del vino.

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