Due vini in anfora, due isole toscane e la stessa storia a “La Terracotta e il Vino 2018”: dalla libertà perduta nascono il rosso Zenobito e il bianco Hermia

26/08/2018     / / / / / / / / / / / / / / / / /

Da due delle più famose isole italiane in Italia e nel mondo, l’isola d’Elba e l’isola di Capraia, arrivano a “La Terracotta e il Vino 2018” due vini fermentati e affinati nelle giare di terracotta di Artenova e due storie con un minimo comune denominatore: la libertà perduta.

Da una parte una storia di detenuti che fino al 1986, anno di dismissione della colonia penale, hanno lavorato i terreni dell’isola di Capraia dove oggi vengono coltivate le uve da cui nasce “Zenobito”, dell’Azienda agricola La Piana; dall’altra la storia dello schiavo cantiniere Hermia che 2100 anni fa lavorava nella villa rustica di San Giovanni all’isola d’Elba, da cui l’omonimo vino Hermia prodotto in anfora dall’Azienda agricola Arrighi. Entrambe le aziende, con i loro vini in anfora, parteciperanno alla terza edizione de “La Terracotta e il Vino 2018” (Impruneta, 24 e 25 Novembre) organizzata e promossa dall’Associazione culturale “La terracotta e il vino”.

 

L’azienda La Piana (isola di Capraia) e  Zenobito Rosso Toscana IGP 2015 e 2016

L’azienda agricola biologica La Piana si trova sull’Isola di Capraia, all’interno del Parco Nazionale Arcipelago Toscano. In questa area, denominata “Il Piano S. Stefano”, hanno vissuto in epoche diverse Romani, Anacoreti, e Saraceni grazie alla generosità di questi terreni, gli unici pianeggianti dell’isola, che riuscivano a fornire tutto quanto era necessario alla propria sussistenza. Nello scorso secolo l’area fu ceduta in affitto alla Colonia Penale e i detenuti hanno lavorato questi terreni fino al momento della dismissione del carcere. Nel 2000 è iniziato un lavoro attento e difficile di restauro ambientale dell’area. Il paesaggio, custodito dalla presenza dell’attività agricola, è disegnato dalla discontinuità dei filari di vite nella macchia mediterranea, terrazzamenti, muretti a secco, antiche cisterne, e da specie ornamentali autoctone quali oleandro, rosmarino, rosa antica. Da questi 3.5 ettari di Aleatico e Vermentino nascono un rosato di Aleatico, un Vermentino ed un passito di Aleatico. Nel 2012 sono iniziati nuovi lavori nella valle di Portovecchio dove è nato un nuovo impianto di Vermentino, Ansonica, Ciliegiolo e Colorino e dove è stato ristrutturato uno stabile concesso in uso civico, appartenente fino al 1986 alla Colonia Penale, in cui è stata ricavata la prima ed unica cantina di vinificazione sull’isola.

Zenobito, ciliegiolo 50% e colorino 50%, da uve prodotte col metodo dell’agricoltura biologica, matura 4 mesi in serbatoi inox e 12 mesi in anfora di terracotta per poi proseguire l’affinamento in bottiglia per 6 mesi.

Anfore di terracotta di Artenova nella cantina dell’Azienda La Piana nell’isola di Capraia

L’azienda Arrighi (isola d’Elba) e Hermia I.G.T. Toscana Bianco 2016

Hermia, realmente esistito duemilacento anni fa, era uno schiavo cantiniere della villa rustica di San Giovanni all’Isola d’Elba. Per conto del suo padrone, l’illustre Valerio Messalla, Hermia acquistò a Minturno nel Lazio meridionale i grandi orci (dolia) con cui arredò la cantina e stampigliò il suo nome accanto alla figura di un delfino che rimanda a un’antica e affascinante leggenda dell’Asia Minore. Questo vino dedicato al cantiniere Hermia , è un omaggio alla secolare storia vitivinicola dell’isola d’Elba, in cui si riscopre la tradizione della fermentazione e dell’affinamento del vino in terracotta. Hermia è prodotto da uve Viognier con le bucce lasciate a contatto con il vino per mesi.

 

 

Anfore di Artenova dentro la cantina dell’azienda Arrighi all’isola d’Elba

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