La storia delle anfore dall’epoca tinita alle tinajas spagnole. Pubblicati gli Atti del Convegno ‘Terracotta e il Vino’

02/09/2015     / / / / / / / / / / / /

Le anfore da vino come le conosciamo oggi hanno alle spalle una storia che affonda le sue radici fino al II millennio A.C: i vasi da vino per i trasporto e il commercio erano già conosciuti nell’antico Egitto in età arcaica, in epoca tinita. Dell’uso della terracotta per il trasporto, oltre che per la lavorazione del vino, dalle anfore romane alle tinajas spegnole, ha parlato durante il Convegno “La Terracotta e il Vino 2014” organizzato nel novembre 2014 da Artenova, il prof. Cristophe Caillaud, direttore del Museo Gallo-Romano di Vienne, in Francia. Gli atti del suo intervento sono ora pubblicati sul nostro sito, tra gli Atti del Convegno dedicato all’evento. Si tratta di una cospicua icononografia che ripercorre i primi ritrovamenti di anfore risalenti a epoche antichissime fino ai giorni nostri, per approdare all’esperienza di Artenova, in Toscana, che il prof. Caillaud nel suo intervento associa a “Un nouvel élan en Italie”, “Un nuovo inizio in Italia: Artenova”.

anfora penisola italiana (2)Dalle anfore egiziane alle anfore ateniesi a figure nere dell’età del ferro, fino alle anfore della penisola italiana di cui un reperto del 500 A.C. mostrato in foto, è conservato presso il Museo di Storia di Marsiglia.

 

 

 

 

 

carico (2)Nell’immagine sotto, invece, un carico di anfore italiane ritrovate dagli archeologici marittimi nei fondali e risalenti ad epoca antichissima.

pithoi

 

Immagini di pithos si alternano a quelle delle anfore. Quest’ultime utilizzate per il trasporto e lo stoccaggio di vari liquidi ma soprattutto del vino, integravano i vasi più grandi, detti pithoi, con una capacità anche fino a 2 tonnellate e mezzo.

Immagine

Si dovrà aspettare l’epoca romana per parlare di dolia, contenitori di terracotta adibiti al trasporto del vino. Vari esemplari di dolium sono oggi conservati presso il Museo Gallo Romano di Saint Romain en Gal a Vienne, in Francia. Cantine di dolia sono state ritrovate anche nei pressi di Pompei. barca doliaI barili faranno il loro ingresso, per la prima volta neI I secolo A.C., con provenienza, si ipotizza da quella zona di origine che era all’epoca la Rezia, corrispondente alla zona geografica dell’Europa centrale.

Negli Atti del Convegno un’immagine ricostruisce anche un modello di imbarcazione adibita al trasporto di dolia che venivano fissati nella parte centrale dell’imbarcazione, mentre lo spazio rimasto libero a poppa e a prua era occupato dal carico di anfore.

Scarica il PDF degli Atti del Convegno 

 

 

 

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